La ciambella con il buco


Certo l’appuntamento non era casuale, visto che in Alta Savoia oramai da diversi anni, torniamo sempre volentieri per raggiungere quell’appagamento che in Italia ancora è negato. Poter scendere con le VelòToutTerrain su percorsi incantati. Tre mesi in cui la tecnologia è stata essenziale per poter progettare, sognare, discutere su tutto quello che ruotava attorno a questo magnifico obbiettivo.
Mail, SMS, SKype, MSN... sono stati i canali con cui l‘oceano che ci divideva, diventava improvvisamente una bagnarola piena d’acqua.
Eravamo in tre a voler realizzare fortemente questo desiderio, con la speranza che ben presto se ne fossero aggiunti altri.
Ma ahimè, restammo in tre e tre... è il numero perfetto!
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Scendeva dalle scale mobili con sotto braccio il Long (skate), zaino sulle spalle, cappelletto con visiera, barba lunga e pantaloncino al ginocchio. Si non poteva che essere lui, di ritorno dagli States. Una esperienza di vita, forse in cerca di fortuna come i pionieri dello scorso secolo, forse per cercare se stesso ma che comunque torna alla sua terra. E trova gli amici di sempre ad aspettarlo. Due giorni dopo saremmo partiti per la nostra avventura.
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Una StationWagon, tre telai appesi fuori, tanti bagagli, pezzi di ricambio, ruote stipate dentro e tre tizi con un sorriso lungo chilometri. Alle sette del mattino siamo pronti per dirigere la prua verso nord, direttrice Aurelia, Traforo del Monte Bianco... la Francia! Per Ciairo è la prima esperienza di questo tipo, ma la malizia non gli manca.
Una pattuglia della Stradale, appena imboccata la rampa di accesso della Roma-Civitavecchia, ci scruta e ci ferma.
Il gendarme chiede i documenti e gira attorno all’auto in cerca di qualche mancanza.
Attimi di terrore.
Annuisce, fa il gesto di saluto e dice: “potete andare, grazie”...
Uhffff... dopo aver superato questo esame significa che siamo veramente a posto per iniziare il viaggio e la sorte è dalla nostra.
Novecento km da tirare in un fiato, qualche intoppo attorno Genova, un errore di rotta attorno ad Alessandria ma alle 8 di sera siamo finalmente in albergo.
Il paese sembra vuoto, scarichiamo i bagagli, intravediamo la piscina e la Jacuzzi e ci affrettiamo a sederci a tavola. La nouvelle cousine ci aspetta e non vogliamo farla attendere oltre. L’alloggio consta di due stanze attigue piuttosto capienti e del proverbiale bagno alla francese piuttosto spartano e old-style con water disgiunto in un locale che chiameremo immediatamente “il tugurio”. Infatti si tratta di un parallelepipedo con il lato minore in basso di pochi cm oltre la larghezza e lunghezza del sanitario e la porta che chiude immediatamente di fronte ad esso. Una luce fioca aiuta tristemente alle operazioni fisiologiche.
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Lo scorso anno avevamo lasciato la Francia in preda a crisi depressive in seguito alle lunghe giornate di attesa con la speranza di un raggio di sole, quindi pare ovvio che il leit-motiv di questa vacanza era innanzitutto accertarsi delle condizioni meteo. Ed il meteo è stato benevolo con noi per tutta la durata del tour! Quando il mattino ci svegliamo, troviamo una splendida Morzine a darci il buongiorno e la fretta per arrivare agli impianti scalda la voglia di tornare a confrontarsi con percorsi bellissimi. Bici nuove di pacca, brillano al sole. Sono le nostre!
Abitini stirati e scarpe lucide. Sono nostri!
Caschi e mascherine racing. Siamo noi!
C’è tutto. Il carosello può iniziare!
Ah, va premesso che dei tre, nessuno ha la padronanza sia di Francese che di Inglese. Scene alla Totò e Peppino, diventeranno nei giorni a seguire una macchietta da avanspettacolo, ma alla fine ci faremo sempre capire.
“Three ticket for four days, thank you”.
La grossa signora alla cassa ci consegna i Bike-pass mettendoci in crisi quando tenta di spiegarci che il pass elettronico aveva un supplemento di 3 euro. Alla fine capiamo e accettiamo l’offerta.
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La temperatura è alta. Le protezioni infastidiscono non poco, ma stiamo andando a girare nel tempio della DH e non ci si può permettere di essere troppo...leggeri!
Questi terreni hanno mietuto già tante “vittime”, quindi il motto per questa settimana sarà: “GAS PARZIALIZZATO” (almeno per quanto è possibile!). Dobbiamo giungere alla fine dei 7 giorni integri e divertiti, quindi bando ad azzardare più del dovuto. L’alternativa per il momento di gloria, rischia di essere un mesto rientro anticipato nella capitale. E questo proprio non lo vogliamo!!! Les Chavannes diventa il primo obiettivo per riscaldare muscoli, prendere confidenza coi mezzi, rendersi conto dei percorsi, saggiare il terreno.
Non lascierà un bel gusto, in quanto sembra mal manutenuta, buche sulle curve su un terreno polveroso e duro come il cemento...uhmmm, restiamo un pò sulle nostre e attendiamo che la replica ci faccia cambiare idea. Non sarà così, quindi ci apprestiamo alla discesa su asfalto per Morzine. Gli odori del bosco che lambisce la strada, le poche macchine che passano, ci rendono piacevole anche questo trasferimento. Sorrisi che spuntano dagli integrali, occhietti furbi che si riempiono dei paesaggi, Avoriaz che ci scruta da lassù... anche questa è vacanza. Lo spirito non è cambiato e si riconosce subito l’affiatamento che regnerà tra di noi nei giorni seguenti.
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Quando imbocchiamo la casetta di partenza, il cuore batte forte.
Per Ciairo è la prima volta. Per me e Gingio no. Ma l’emozione è grande.
Si susseguono nella memoria immagini passate. Più o meno belle, incidenti, fango, freddo, ma anche trenini epici, le prime esperienze. L’attesa di quello che ci aspetta è spasmodica e i piedi battono sui pedali per trovare la migliore posizione di grip. Tic nervosi che segnano il tempo che trascorre.
Frasi spezzate a metà.
Ci si alza di sella e si frullano le gambe.
Le soste corrono veloci, affamati di conoscere quello che segue.
Alcuni upgrade, rendono il percorso ancor più gustoso e il ritmo blandamente cresce. E con lui anche i dolori agli avambracci per Gingillo.
Lo stop arriva poco prima delle ultime corse della cabinovia, complice anche il caldo e il sogno di un bagno in piscina.
“Muri non ce lo avrebbe concesso!” pensiamo, ma siamo in vacanza, Jet-lag, orari di lavoro massacranti... Dai Muri, passacela così!
Piscina e Jacuzzi sono lì. Il tempo di mollare bici e protezioni, indossare un costume e ti senti subito proiettato in una dimensione sconosciuta.
Senza nulla togliere a LesCharmottes (resta sempre nei nostri cuori), ma non avere problemi di pulizie, spesa, cucina diventa un motivo in più per sentirsi veramente senza pensieri. Tuffarsi in piscina, rotolarsi nella Jacuzzi, appisolarsi sui lettini al dolce calore del sole...si, sembra proprio di essere sulla CostaCrociere!
Alle 8 si sale in camera, un pantaloncino, un paio di infradito e giù a cena, dove la signora ci satolla a puntino con un vassoio finale pieno di formaggi locali, che capirà subito di togliercelo quanto prima da sotto le nostre forchette.
Il momento della buonanotte sembra non arrivare mai, tiriamo a tardi, il Mac di Gingio ci mette in comunicazione con il mondo, i dvd si susseguono...sembra che non vogliamo far finire queste giornate. Poi, non prima dell’una, io crollo e gli altri insieme a me.
E i mattini seguenti, sarà sempre una bella alba da affrontare insieme.
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Un bel giorno, mentre parlottiamo all’impianto, ci troviamo gomito a gomito con Kovarick e il suo team.
Un brivido e poi realizziamo che sono lì anche loro per girare.
Ci posizioniamo su un tratto dove stavano facendo un video e restiamo a bocca aperta.
L’altra faccia della luna.
Velocità, scorrevolezza e maestrìa tecnica. Così si può sintetizzare quello che abbiamo visto.
La foto di Gingillo con Kris è di prassi, ma quello che resterà dentro di noi sarà quel passaggio in mezzo agli alberi con quel salto finale di traverso.
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I splendidi momenti che stavamo vivendo, andavano fermati in qualche modo.
Due telecamere, un treppiede e un casco ci hanno permesso di immortalare splendide immagini e passare quasi una giornata a fare riprese, non è stato tempo buttato. Oggi rivedere quelle istantanee, ancora da montare, e ascoltare quei dialoghi fa tornare il sorriso.
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Eravamo indecisi se proseguire la vacanza a Morzine o tornare in patria a Pila. L’inaffidabile Greg, questa volta però ci convince che due giorni a Pila non sono assolutamente da perdere. Ed avrà ragione!
Ci godiamo fino all’ultima goccia la giornata a Morzine, chiudiamo gli impianti, una doccia, rimonta tutto il circo togni e scappa alle 7 di sera verso l’Italia.
Svalichiamo e riusciamo a trovare una splendida sistemazione last-minute a Pila, con vista sul Monte Bianco.
Si cena alle 10, non si smontano neanche i telai dalla macchina e via a nanna. Siamo stracotti!
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Il mattino è terso, il Monte Bianco sta svegliando i suoi ghiacciai. Qualche aggiustatina alle bici e si corre verso questa nuova location.
L’incontro con Greg, Valerietto e tutta la crew di aostani doc ci allarga le prospettive sui tipi di terreno che andremo a percorrere, visto che si parla di mille itinerari.
Inutile lodare il pregevole lavoro fatto in termini di percorsi, tutti leccati e ben raccordati, per soddisfare ogni esigenza, ma voglio soffermarmi più su quella che chiamano SuperPila e il percorso del giorno dopo in puro stile Canadese.
La Superpila resterà impressa nella mente per il “muro della fede” al contrario. Ossia salire una pendenza del genere dopo un breve lancio in discesa con un paio di pedalate ben assestate. Uno sballo. Pensi sempre che alla fine devi mollare la bici e aggrapparti con le mani sul ciglio del culmine della salita, sperando di non fare la fine di WillCoyote con tanto di segno di unghiata sul terreno.
Però anche il resto è tutto una scoperta. Il “bosco incantato” senza un ordine preciso da seguire, svarioni dietro ad ogni angolo, il tutto per una lunghezza superiore a Guarcino... quando arrivi ad Aosta e guardi in alto resti stupito di aver potuto fare tutto quel dislivello.
Il freerideTour a cui Ciccio (non sono io, ma un local), ci ha invitato il giorno dopo, era in puro Canadian-style.
Risalita a spinta, passaggio per un lago di alta montagna con ragazzotte sisone disponibili alla comunicazione ma che –ahimè- sono state prontamente lasciate a prendere il sole perchè ”il giro è lungo!”, panorama mozzafiato su Monte Rosa e Monte Bianco, paretone strapiombante dove Gingillo si cagava sotto, bagno nel torrente, caduta nel burrone di Ciccio (sempre l’altro!) con contusione alla mano e relativa perdita della guida per il proseguo della gita, foratura a trenino di Greg, Ciairo e Zac tutte sullo stesso sasso... c’era proprio tutto quanto!!!!!!
Mamma mia che bello... la Val d’Aosta, a sentire i local, è il paradiso per fare queste cose in bici. E credo sia proprio vero!
***

I viaggi sono belli quando il verso è sempre lo stesso, ma quando l’auto deve ripercorrere la strada al contrario, allora il magone si taglia con l’accetta.
La Pila/Roma è durata 8 ore in cui forse avremo parlato a malapena per 10 minuti. Assorti come eravamo dalla tristezza di abbandonare questi posti, dai momenti passati, ripercorrendo chi una curva, chi un doppio, chi una passerella, o forse solo ascoltando il cuore e la frenesia di tornare, molto più pensando a quando tornare, cosa fare e quanti posti ancora vedere. Giocare con la mente guardando al futuro, anche se il presente era ancora vivo perchè noi tre eravamo ancora insieme. Guardavo l’altra corsia e ricordavo ad ogni punto quanto eravamo gasati solo 7 giorni prima.
Oggi avevamo vissuto quella grande avventura che ci eravamo faticosamente costruiti, giorno per giorno, affrontando i problemi e trovando l’aiuto nei nostri amici, che seppur non potendo essere presenti, sentivamo che credevano anche loro in questa nostra scommessa.

Si, la ciambella stavolta è venuta proprio con il buco.

Cicciof ;-)

 


Caldirola DH

mozzikone


Ieri mondiali, Oggi Sposi, Domani DH

 

Prima di essere travolti dal resocontone di cicciofanchi (dalle anticipazioni via sms mi sa che hanno parecchio da raccontare), ecco
qui un piccolo e tardivo report del mio passato "weekend lungo" che,in un periodo di vacanze assottigliate e ridotte all'osso, non potevo
immaginare migliore di così...

Sapete gia' tutto dell'organizzazione iperottimizzata che avevamo messo in piedi con Marcazz... : giovedi di viaggio, venerdi in val di sole
per i mondiali, sabato matrimonio e domenica gassone a fassabike... e allora...


Venerdi: il fomentone
(http://www.flickr.com/photos/paolomuriana/sets/72157605799240463/show/)


Come nelle migliori occasioni, sveglia all'alba....Alle 7:00 siamo gia'lanciati verso la Val di Sole, col culo ancora piatto dopo le 8 ore di
viaggio del giorno prima, ma leggeri due ragazzini che vanno alle giostre stiamo a mille... Il viaggio passa come un bicchiere d'acqua
fresca, anche perche' intorno scorrono paesaggi da sballo...
Quando arriviamo, in mezzo a quei paesaggi vediamo spuntare una miriade di gazebi colorati, che, devo dire, fanno il loro
bell'effetto... L'aria che si respira in questi grandi eventi e' davvero magica...
Incontriamo subito un bel po'di facce note, ci gustiamo un po' di bikes mondiali (il V10 vince la palma d'oro, ma anche l'M6 di Kovarik è
strepitosa...) e ci lanciamo subito a scoprire il percorso, che decidiamo di affrontare scarpinando in salita: Pippo Marani (che
incontriamo piu' volte nel corso della scarpinata... sembrava si fosse clonato !!!) ne ha fatta un'altra delle sue, nel bene e nel male. La
pista e 'un calvario, un susseguirsi di "rock garden" davvero impegnativi... Sicuramente più che adeguata al livello dei rider in
gara, forse un pò troppo monotona e poco "wideopen" ma tutto sommato spettacolare... Su alcuni passaggi ho visto rider blasonati in
evidente difficoltà ed altri passare in maniera assolutamente straordinaria: il piu' bello da vedere, per i miei gusti, rimane
Kovarick... stile e cattiveria... ma ho visto cose straordinarie anche dai giovinastri neozelandesi (fuori di testa) e, in generale, da tutti
i top riders, escluso Hill che andava a intermittenza per non far vedere le linee (finokkio).
L'unico passaggio wideopen della pista era anch'esso esagerato: il saltone finale era davvero impressionante e quell atterraggio con
curvone verso sx si preannunciava foriero di grandi botti... e in effetti....

Con ancora negli occhi il gassone delle prove, torniamo a curiosare nei paddock dove i rider si concedono ai fans... tra gli altri,
troviamo i nostri nazionali, e soprattutto i "nostri" Ano & President accampati strategicamente davanti alla trattoria... sempre troppo
avanti !!!
Pur appagati dalle prove del DH al mattino, torniamo sui campi di gara ad assistere alle prove del 4cross. Anche qui è spettacolone ed e'
soprattutto il "solito" Cedrìc a fare lo show: impressionante come ha chiuso il "quadruplo" finale e, in generale, il riding style.. davvero
bello da vedere...
Con un pò di lacrimuccia torniamo alla macchina, consapevoli di perderci il clou del giorno successivo, ma dopotutto anche per noi si
annuncia una giornata "racing"... tra fondute e polenta.


Sabato: BHerlullis
(http://www.flickr.com/photos/paolomuriana/sets/72157605800786315/)


L'argomento e'un po' OT per la cicciolist, ma dopotutto lo sposo e il testimone sono cicci , e l'evento merita senz'altro una menzione visto
che si e' trattato di un matrimonio davvero delizioso... sotto tutti i punti di vista.. Non capita spesso una cerimonia in cui la chiesetta e'
un minuscolo gioiellino incastonato in una delle più belle valli dolomitiche, in cui lo sposo accoglie la sposa cantando (benissimo!)
un pezzo di BenHarper, in cui il pranzo si svolge in una malga stupenda incorniciata da un paesaggio da cartolina....
Gia' durante il pranzo (10 e lode), però, sguardi di intesa scattavano tra me e Marcazz...
Manco fossimo due froci ci guardavamo e muovevamo la mano in un gesto che a molti sarà apparso equivoco, ma che per noi significava solo una cosa: "er gassone".


Domenica: Er Gassone (http://www.youtube.com/watch?v=CAupwuPW-70)

Delusi (ciclisticamente) dai precedenti partners, io e Marcazz abbiamo costituito una bella coppietta di gassone-addicted... Con chi altro
avrei potuto fare 17 (diciassette) giri e 8000 mt di dislivello in un solo giorno ?
A Canazei ci presentavamo con l'occhietto superspiritato e trovavamo ad accoglierci dei comodissimi ovetti (che l'inventore sia fatto santo
SUBITO), presagio di nastuccella devastante....
Salendo, si spalancava davanti a noi un paesaggio davvero unico:
Sassolungo, Sella, Marmolada ... e una pista DH tutta per noi... cosa vuoi di più dalla vita ?
La pista, di primo acchitto, ci lasciava un po' sconcertati..:
l'evidente impossibilità, per i tracciatori, di fare qualsiasi movimento terra, aveva prodotto un percorso un po' troppo dritto il che
andava un pò a discapito del piacere di guida... Sezioni goduriose erano spezzate da drittoni che toglievano ritmo...
Prova dopo prova, pero', prendevamo le misure: l'andatura e le traiettorie cominciavano ad essere quelle giuste... Il terreno, umido
all'inizio, asciugava al punto giusto e i Minion acchiappavano a meraviglia. Yeah !

In pausa pranzo ci concedevamo anche il lusso di un minitrekking, meraviglioso e superpanoramico, col quale raggiungevamo la mia
mugghiera per uno spuntino al cospetto della marmolada...
semplicemente ...stupendo !!!

Bella la marmolada, bone le patate... ma noi c'avemo un lavoro da fà.... ed è così che alle 2 in punto, alla riapertura, siamo lì a
timbrare il cartellino....
Da buoni lavoratori indefessi facciamo anche lo straordinario... A furia di "ne famo un altra" arriviamo alle 18... e solo la chiusura
dell'impianto riusciva ad arrestare la nostra furia ... A quando un impianto che lavora H24 ???
:-)

W la nastruccella, W gli impianti, W il gassone e W gli sposi.

...

E adesso penso a diventare papà ... quanti sani valori che devo trasmettergli...
:-)


Muri


18 May 2008, PratoSelva Riapre la stagione

PRATO SELVA E' GIA' IN OTTIMA FORMA...

ALCUNE MODIFIKE L'HANNO ULTERIORMENTE MIGLIORATA...

IL TEMPO E' STATO CLEMENTE E UNA 50INA DI RIDER SIA SABATO KE DOMENICA L'HANNO BEN POPOLATA.  

 

ANTONIO SABATO ALLE 4 PER LA FESTA DI INAUGURAZIONE HA SFORNATO PER 4 ORE ARROSTICINI E BIRRA!!

ALLE 8  A CENA DA 7F UBRIACHI E SAZI...

 

LO AMO PRATO SELVA...

 

GREG

 

 

18 May 2008, Vincere facile

No, non ci piace vincere facile, ed è per questo che ieri ero a Guarcino.

No, non era per girare ma per manutenere il Gabriella.

Alle 6, quando la sveglia ha suonato, è stato come una randellata in testa!

Il tempo non era dei migliori e l'idea di andare in mezzo al bosco mi entusiasmava ugualmente al pari di una raidata.

Da quando Gingillo è partito, sono rimasto con il solo Ciairo a condividere queste emozioni.
E alle 7,15 eravamo puntuali all'appuntamento, con occhi assonnati ma tanta voglia di cominciare a mettere mano ai badili.

Il cielo diventava sempre più plumbeo e, appena svalicato il tunnel prima di Fiuggi, una fitta nebbia avvolgeva la cima di campo catino.

Incomprensibilmente, per il tempo e per la temperatura quasi autunnale, Felicetto & co, erano pronti da Padre Pio per fare -alle 8.30- la seconda discesa(!!!!).

Noi salivamo in macchina fino al Muro della fede dove, la scorsa settimana, avevamo individuato una linea più guidata, rispetto a quella esistente tutta sviluppata sul ripido senza senso.

Nella nebbia, con le gocce che scendevano dagli alberi ad ogni scrollata di vento, 8 gradi di temperatura, iniziavamo alle 9.10 le nostre opere.

Ci siamo scaldati subito...pala e picco contribuiscono a tenere alta la temperatura corporea!

La linea tutte curve era segnata nelle nostre menti e abbiamo fatto presto ad individuarla nascosta tra le foglie e gli alberi.

Le sponde si susseguivano una dopo l'altra e alla fine una linea Les-gets style si apriva sotto i nostri occhi.

2 ore di lavoro ci sono volute per -forse- 25/30 secondi di discesa, ma questo è il prezzo da pagare per raggiungere il vero godimento!

Eravamo immersi nella nebbia e la pioggia iniziava a scendere copiosa. Ed eravamo già cotti!

Non ci piace vincere facile, quindi si andava per la session di lavori successiva. La Pineta!

Scendendo, incrociamo il fuoristrada della Forestale che saliva...

Parcheggiamo la macchina rigorosamente ad 1.50 mt dal prato e ci avviamo dentro la pineta.

Alcune linee precedentemente fatte, non ci convincevano, e quindi volevamo sistemarle.

E' strano come il tracciato cambia quando sei a piedi. Quante cose vedi, che normalmente ne ignori l'esistenza quando sfrecci con le ruote che girano vorticosamente. E quanto serve per scoprire traiettorie nuove che normalmente non fai... anche questo è un lato positivo di fare Trail-building. Ne risente poi, il tuo riding!!!!!

La pioggia incalza, ma incuranti proseguiamo a portare aventi il nostro progetto, dandoci come step finale le 13.00.

Lecchiamo, scaviamo, spostiamo, lisciamo... alla fine le urla di Felicetto & co, quando passano per la pineta, ci appagano della splendida giornata che avevamo passato.

Ci siamo veramente divertiti, siamo stai bene insieme, abbiamo vissuto delle ore con in bocca il sapore di un Berrechlot che inchioda le tavole nel North-shore. Siamo risaliti in macchina zuppi di pioggia e sudore, i pantaloni intrisi di fango, le scarpe fradice, ma con una felicità che ci porteremo dietro per tutta la settimana.

Sarei felice poter provare questi lavori al più presto, ma credo che forse, gli impegni familiari, mi faranno sospirare per un pò di tempo prima di poter assaporare il frutto dei nostri sforzi.

Grazie Ciairo...

 

CCF

 

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12 may 2008 : Guarcisthler

La società autostrade (:-) dava, per la domenica appena trascorsa, bollino verde su Guarcino e bollino rosso su Terni.

Da buon padre di famiglia, odiando il traffico e lo smog, dirigo verso la località amena della ciociaria di buon ora.

Al casello di Padre Pio trovo solo pochi mezzi al pedaggio e la salita verso la sommità è comoda e tranquilla.

Sono con me l'affezionato Ciairo (compagno di merenda da tempo a questa parte) e un redivivo Oil con il suo cancello pieno di scricchiolìi.

Il cielo è discreto e il clima piacevolmente fresco.

Ci accorgiamo, imboccando la carrareccia che porta all'imbocco dei percorsi, della presenza della neve da un senso di viscido sulle tuote e dalle scarpe umidicce. Più in là sara un'allegra sequenza di intraversate e sospingimenti sopra una coltre che arriva in alcuni punti al mezzo metro.

trovarsi immersi in questi boschi familiari, fà immediatamente sentire a proprio agio lo spirito. E allora si comincia a spingere sull'acceleratore, mentre un'aria fresca attraversa la pettorina.

Quando poco sotto la neve ci lascia, scoprendo tracce nascoste ancora sotto le foglie. Ma per poco, perchè poi improvvisamente tutto diventa così chiaro e pulito che il senso di liquidità sulle ruote lascia spazio ad una aderenza da mozzafiato.

Ma qualcuno ha pulito? ci domandiamo intedetti...

Si parla di tal Felicetto diventato un abituè delle notturne e che alla bisogna da anche una spazzatina qua e là dove ce ne è bisogno. Uno spettacolo!!!!!

Il taglio del Gabriella sembra lustrato a lucido, la volante sembra non aver risentito dell'inverno appena(!!!) trascorso e la pineta si è arricchita di qualche altra chicca.

Torno a pensare che è un posto magnifico e che, se lavorato come si deve, potrebbe essere il piul bel posto del centro Italia!!!!!

CONSIDERAZIONI:

1-Menzione speciale va a quella cariatide di Oil che, ricoglionito dal sonno, dai fumi dell'alcool o dai fumi e basta, pensa bene di affrontare un drop bastado pinzando accuratamente quando la ruota anteriore e sul ciglio del precipizio (!!).

L'uscita a mò del MURI sul Tropp-Dropp con biga sotto le gambe, braccia avanti e faccia spiaccicata sul suolo natìo!!!!!! :-)))))

2-Stà Giant è da urlo. Provata su un percorso conosciuto a menadito, ho capito il gap del sistema "maestro" rispetto ad altri sistemi. Stà incollata per terra, tira in salita (dhx5...fenomenale!) come in discesa, pieghe da mugello e velocità....troppa velocità!!!!!! ;-)))

La migliore spesa che ho fatto!!!!

 

Questo è quello che è successo ieri nel Frosinate.

E nel Ternano?????

 

CCF

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  12 May 2008  - ParcoBatteria : the day after

 

Anche nel Ternano grossi sorrisi, e schema "maestro" (Giant) che continua a riscuotere grandi consensi.

 

Devo dire che mi ha fatto un enorme piacere ritrovarmi "between the tape", quella sensazione di avvicinarsi al limite di mettersi in gioco

e di sfidare, soprattutto, se stesso, quella ricerca maniacale del run "giusto", della linea più veloce, dell'assetto migliore....

Il clima che mi accoglieva domenica mattina era quello di sempre:

tanta gente, le facce assonnate di chi usciva dalla tenda strategicamente piantata a parco batteria, i gazebi dei team e diverse facce note che iniziavano man mano a spuntare: il primo che incontravo era proprio "mr.scopetta"-Felicetto alla sua prima performance racing e alla sua prima visita a a Parco Batteria, seguito dal vecchio BR1

Zanchi, special guest dell'evento, e poi via via gli altri, Alfredo-ex-M3-ora-Socom, Budello, Gigi, Sam, Mizo&Miza, Skinny, etc.

Tra tutti, risaltava la presenza delle neo-mamme e, soprattutto, degli stupendi pupetti di ZioSAm e Budello, che già si scambiavano occhiate di sfida tra i passseggini... Anche il Murianino, dall'interno della panza, dava segnali di avvertimento con calcioni particolarmente vigorosi...Complimenti, baci e auguri a tutti quanti...

 

Veniamo alla gara: la pista la conosciamo tutti, e stavolta è ancora più leccata del solito, con le fettucce che fanno da "evidenziatore" al percorso che quest'anno, per la mia gioia, parte dalla variante, ovvero dall'imbocco dei sentieri FR, con quel superbo toboga che per me rappesenta il massimo del godimento (ah ... se il tempo lo prendessero solo lassù...)

Le navette sono un pò sottodimensionate rispetto alla gente, ma va bene così... anche perchè dopo 4 prove "wideopen" sono già a pezzi.

Lo spettacolo vero ruota intorno allle performance del trio di testa ZioSam-Cannavacciuolo-Zanchi:

ZioSAm, con lo stile che lo contraddistingue stacca un 3:06 che gli assegna il miglior tempo nella prima manche, qualche decimo davanti a BR1 e un paio di seconi meglio di Gigi che però dichiara ampi margini di miglioramento..

Alla partenza della seconda il tifo è tutto per Sam, che però riesce solo a confermare il 3:06 della prima... Giggi parte a tutta e piomba, letteralmente, sul traguardo, con un botto finale che lascia a bocca aperta tutto il pubblico presente all'arrivo... Qualche ammaccatura e risultato compromesso... . La discesa del BR1 nazionale metterà fine alle speranze di vedere un local in cima al podio: 3:04 ma un meritatissimo "chapeau" allo Zio-Babbo-Sam.

 

Io, anche stavolta, ho scelto la Sunday (prima che il Findus se la riprenda :-) ) "così vediamo anche il riscontro cronometrico".

Il tempo della prima manche (3:26) sembra smentire, però, qualsiasi miglioramento, visti gli 8 abissali secondi che mi separano dal rivale Budello... Incasso il distacco e affronto la seconda manche con l'obiettivo di abbattere un pò il gap, ma un paio di pippate mi impediscono di far meglio del 3:24 con cui chiudo la gara.

Saranno le classifiche finali a riconsolarmi, visto che il mio nome lo ritrovo,con sorpresa, nella parte alta della classifica di categoria (Master2... minchia come sono vecchio....)... con un secondo posto davvero inaspettato, davanti a gente che di solito mi mette dietro...

segno che non sono io ad essere fermo, ma sono Budhello&soci ad aver fatto un salto in avanti davvero portentoso...

Complimentoni a tutti (anche alla Sunday, visto che sul podio non c'ero (quasi) mai salito).

Più o meno tutti quanti ce ne torniamo supersoddisfatti e premiati con un bel paio di scarpe AXO (le mie sono anche più belle di quelle del Budellone :-) )...

Ci si vede a Narni, per una downtown che preannuncia grande spetakele !!!!

 

MURI

 

Rapidamente da terni:

 

1b0 assoluto - Bruno Zanchi 3,04 e qualcosa

2b0 assoluto - Samuele Grossini 3,06 e qualcosa

3b0 assoluto - Gigi Cannavacciulo 3,08 e qualcosa

            - Alessietto         3,10

            - Carlo mazzetti     3,13 

            - budello            3,16

            - Muri               3,24

 

 

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Dopo un po' di "assenteismo" arieccoce!!!

Buon divertimento con video e racconti da:

Piu' che altro i parleranno video......

Pratoselva 2007

Video : Gingillo in Pratoselva (il Giallo) ; CiccioFanchi in action (il Bianco)

Un meteo così non capita sempre, sole a manetta e visibilità infinita (quasi si vedeva la jugoslavia).

Le ossa mi si sono asciugate a dovere, anzi c'èra pure il borotalco...
un polverone tale che non si potevano fare trenini da più di 2 persone altrimenti giravi nel nebbione...

La nuova variante sul giallo promossa a pieni voti, divertente, con un salto veramente fantastico (senza fatica vai ad atterrare in discesa
5-8 metri più avanti) e finalmente una pietraiona (praticamente il greto di un torrente).

Per me Prato Selva condensa al 100% le caratterisiche della "location ciccia"... atrmosfera relaxed, pausa pranzo con pappardelle ai
porcini, becks fresche a volontà, ampia area svacco, seggiovia "low motion" per far riposare l'OMB :-)

Muri

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Se Les Gets avesse il sole sarebbe una piccola Prato Selva.

Sembra un paradosso ma a pensarci bene ho più di qualche dubbio, una settimana a LG e ce ne siamo tornati con la coda in mezzo alle gambe, depressi, coi bicchieri mezzi vuoti e ancora birra nel frigo.

Un giorno solo a PS, meteo perfetto, compagine ciccia con pochissime assenze (wish you were beer) e torni a casa con un sorriso a girocollo.

Nun c'ero mai stato ma mò nun lo dico più.

Grazie, ErVariante.


LesGets 2007

Video : MontChery ; Chavannes_part1 ; Le Grande Conche ; SuperChatel ; Les Crosets - CiccioAvalanche

Foto : LES GETS 2007

x muri :

Certo che dopo quella sverniciata da parte del Cannavacciuolo, pensavo che avresti distrutto il video come Tom Cruise in "Mission Impossible" ed invece l'hai pure pubblicato su YouTube....

Sei un grande.....;-)

Il Principe

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LA VALIGIA MEZZA PIENA

Doveva capitare, prima o poi: 3 annate di sole e piste asciutte avevano spostato l'ago della fortuna nella zona del 'culo sfacciato', e forse, un assaggio di pioggia ce lo potevamo pure aspettare.

Le previsioni non erano delle migliori, Fabio e Flavia, arrivati una settimana prima di noi, annunciavano freddo e pioggia, ma, insomma, non pensavamo davvero finisse così.

A dirla tutta la vacanza è iniziata alla grande, forse meglio di tutte le altre: lo chalet è oramai come casa nostra, l'organizzazione che fila liscia come l'olio, il Principe, Findus ed Aigor che girano sotto il sole e asciugano le piste venerdi, e ci accolgono, assieme ai Tracchis, venerdi sera, le pacche sulle spalle, i baffoni, gli occhiali a specchio, le risate e il tiepido tramonto sul patio di charmottes (cacchio quant'è accogliente quella casa !!).

L'arrivo del trittico Cicciof, Oil, Gingio completa la formazione: i 12 occupanti di charmottes ci sono tutti, già pronti a mettere a ferro e fuoco i percorsi franzosi...

La scelta cade unanimemente sulla Svizzera, per ficcare il naso su percorsi nuovi e allargare gli orizzonti.

Sulla 'Grande Conche' non tutti si trovano a proprio agio: il percorso si snoda su un vallone ripidissimo, con viste da vertigini: sermbra di stare sul gran sasso, ma qui ci son saliti coi bobcat e hanno tirato su delle sponde enormi che riescono rendere fluida anche una discesa così verticale.
Per i miei gusti un percorso emozionante ed esaltante che ripeterò più volte nella giornata. Nella vallata svizzera si snoda anche un secondo percorso, più classicamente 'french style' in cima al quale troviamo Eric Porter alle prese con un salto impressionante, strategicamente piazzato in una postazione iperpanoramica. Chiediamo informazioni e scopriamo che stanno girando Kranked7, tanto per ribadire che siamo nell'ombelico del mondo del freeride. Assistiamo ad un backflip non chiuso (paura) e continuiamo a
girare felicemente... Pura vida.

Domenica è il giorno della VTT, della quale oramai siamo veterani, tant'è che la impostiamo in modalità 'noantri': tagliamo tutti i pezzi che già conosciamo, limitiamo le fasi pedalate, e la buttiamo sul discesistico:
facciamo 2 volte la DH di Chatel, ripetiamo la GranConche, e (Io ed Aigor) ci tiriamo pure una Morzine a fine giornata, il tutto attraversando le solite valli da sturbo e paesaggi mozzafiato.
La pressiòn di fine giornata ha il sapore delle grandissime occasioni, ma fuori dallo chalet cominciano a cadere le prime gocce. 'Poco male', ci diciamo, visto che chi deve ripartire è già pienemente appagato e per noi che rimaniamo ci sono ancora 5 giorni pieni per godere...

La sequenza di partenze del lunedi (Igor&Findus prima, Gingio e Principe poi) è la prima mazzata. La domanda che ti viene, mentre fuori diluvia è 'ma io che resto a fare?'.
Anneghiamo i dolori nello shopping, e aspettiamo....

...Martedì: cielo plumbeo, sole a sprazzi ma non piove: si và !
L'impatto è agrodolce: c'è fango a palate ma, facendoci la mano, si gira (quasi) come se fosse asciutto (vedasi video del salto di Gigi). Gas a palate finchè, spietata, arriva di nuovo la pioggia. Reggo finchè si può, ma non si può. Coperto di fango torno a casa e trovo la OMB (incluso il neo-promosso EV) che, già docciata, aveva preparato un maestoso spaghetto aio&oio, l'antidoto ciccio al maltempo. Terry e Tania tornano dal trekking coi porcini (che andranno domani in fettuccina), mentre le forchette si affinano per l'imminente fonduta: se fuori fa freddo noi ci adeguiamo.

Piove, piove e continua a piovere; mercoledi arriva la mazzata nr.2: ciccio e oil, giustamente, gettano la spugna. Anche il gruppetto dello chalet nr.2 (greg, mizo, budello e gigi) decide di abbandonare questi lidi verso destinazioni più soleggiate. Finiranno a finale ligure a spararsi una grandiosa giornata all'asciutto, al caldo e al sole (attendiamo il resoconto).

Teniamo duro, ma l'umore è un po a terra. Ci consoliamo con un mini trekking, fra pioggia e squarci di sole che ci regalano viste memorabili e con una sosta in rifugio a gustare fantasmagoriche specialità savoiarde, nelle quali anneghiamo i dispiaceri metereologici.
I dispiaceri, in effetti, svaniscono nella grappa alla mela, e vengono defitivamente annientati, a cena, dalle fettucce ai porcini e galletti appena raccolti (10 cum laude). Ottimismo.

Giovedi mattina l'ottimismo è spazzato via del picchiettare della pioggia sul tetto (mazzata nr.3).
Il meteo prennuncia una pausa nel pomeriggio, affiliamo le gomme, cazzo non ci arrendiamo. Alle 13 smette e siamo fuori, nonostante il fango si gira bene e ci darò sotto fino alla fine: 2 chevannes, 3 montchery e 8 Morzine il bottino di un pomeriggio rabbioso e molto inglese.
Il meteo per l'indomani è di nuovo pessimo e le 2 ore passate a pulire bighe e vestiti spengono i pochi ardori rimasti...
La pioggia sotto la quale ci svegliamo venerdi mattina ci trova unanimi: 'basta così'...

E così eccomi in autostrada sotto un sole beffardo (mazzata nr.4) e sulla via di un ritorno anticipato, epilogo di una vacanza nata memorabile e rimasta a metà e soprattutto con la sensazione che la valigia delle emozioni questa volta sia rimasta mezza vuota: manco una foto decente coi baffoni, m'è rimasta !

PROVA A CLICCARE :-P

(prova a cliccare sulla foto)

Ma penso anche a stamattina, mentre chiudevo charmottes. Avevo quasi i lucciconi: amo questo posto e questa settimana un po sfigata non intacca anzi raddoppia il desiderio di tornare.

E allora voglio vederla mezza piena, questa valigia: la riempio con EV che fa la carbonara, Tania che mi mostra il cappello pieno di porcini, Terry che torna felice dai trekking, Nebbia che si addormenta in piedi, distrutta dai trekking, President col baffone 'ilpiùbbello', Tracchi e la sua dieta 'hi-cholesterol', Oil che si spara il tronco kamikaze, Gingio e la sua imitazione in falsetto, il findus reso ancora più bucolico dalla caviglia malandata, Aigor e la gambetta di fuori, il Principe e le sue battute a flusso continuo, Cicciof e l'anteprima di 'rewind', Greg che in mezzo al fango esclama 'me sto a divertì come un ragazzino', Budhello e gli sfottò,Giggi e il suo riding-style, Mizo con l'occhio sempre più spiritato.

Grazie, di cuore, a tutti.


Alla prossima


M.

REWIND

... che è il titolo dell'ultimo lavoro dedicato a noi, in questo caso suona anche come ricordo di una vacanza del tutto diversa dagli altri anni.

A volte i sogni si infrangono con la realtà in maniera talmente violenta, che riesce difficile in seguito riordinarli per dargli la giusta
collocazione.
Il sogno chiamato Les Gets quest'anno ha avuto per me un sapore diverso.
Immaginato come una lunga session di salti, bunny hop e sponde da prendere a tutta, si è poi rivelato come un lungo e interminabile momento riflessivo che ha fatto tornare alla mia memoria antiche esperienze di gioventù che pensavo di aver dimenticato.
Le cronache su questa mailing list già avranno raccontato dettagliatamente gli avvenimenti (ancora non ho letto nulla), ma quello che invece vorrei esprimere va al di là della questione puramente ciclistica.
Les gets è stato quest'anno la scoperta di valori profondi che in questi anni sono stati gli elementi determinanti di questo gruppo: l'amicizia e l'aggregazione.

Partiti sotto cattivi auspici (la tragedia di Gabriele, il meteo non favorevole, l'incidente di Renato, defezioni più o meno importanti...),
l'animo era comunque fleggato sul positivo.
Le uniche 2 giornate di sole, fortunatamente ci hanno visto uniti sulle selle a vivere le avventure a cui siamo abituati. E questi momenti sono
stati unici...direi epici!!!!
L'incidente occorso a Gingillo ha poi decretato l'inizio della fase discendente della vacanza (sempre ciclisticamente parlando).
Il Lunedì è stato il giorno dei saluti e, in poche ore, Les Charmottes si è improvvisamente svuotata.
Non più puzzo di pettorine, non più zuffe di cani, parcheggi vuoti...
insomma una desolazione. E fuori pioveva....
Chi restava, si rimboccava le maniche per riporatare la vacanza a toni più consoni. E fuori pioveva....
Pian pianino, ci si confidava che la condizione non era delle migliori ma che la speranza di rivedere il sole (internet aiutava a sperare!!!) poteva essere l'elemento determinante per risollere il morale.
Nell'altra casa dopotutto le notizie non erano migliori!!!!

Le ore passano e ti abitui al ticchettìo delle gocce che cadono incessanti.
Fissi le nubi scorrere veloci, lambiscono i boschi cambiando il panorama continuamente.
Pensi.
Nella casa c'è chi legge, chi armeggia con la cucina... la musica riempie i silenzi, ma man mano gli sguardi si incrociano, scopri nuovi apetti nelle persone che hai vicino e ti accorgi che questi tempi ci sono stati regalati per conoscerci meglio, come non riesci a fare quando sei preso dalla vita frenetica di tutti i giorni.
I momenti comuni dei pasti diventano l'occasione per parlare, parlare e ancora parlare... aiutati magari da qualche bicchiere.
Ti accorgi che non avevi mai parlato così tanto con le persone con le quali stai dividendo una piccola fetta della tua vita.
E improvvisamente la pioggia che batte fuori, quasi non la senti più. Forse la benedici....
Ecco cosa è stato per me Les Gests... una lungo conoscersi, interrotto da qualche session di puro ridin'.
Ed oggi mi sento più in sintonia con tutti coloro che hanno affrontato assieme a me questa splendida avventura umana.

La fuga per lidi più assolati, l'ho vissuta come un tradimento nei confronti di chi restava. Mi sarebbe piaciuto viverla con loro, ma il richiamo è stato troppo forte. E forse anche le povere ossa non ne potevano più di tutta quell'umidità!!!!

Quando nella serata di mercoledì ci siamo ritrovati a 32 gradi, in costume sulla spiaggia, sembrava la fine di un incubo.
I programmi del giorno dopo avrebbero riempito la parte mancante della vacanza fatta di salti, bunny hop e sponde.
Finale Ligure si è dimostrata (più della scorsa volta) all'altezza della fama tanto decantata nelle riviste.
Solo il costo di 35 euri ha fatto sobbalzare anche Gigi. Il che è tutto dire!!!!
I percorsi però hanno fatto tornare i sorrisi. E la cena di pesce della sera ha completato il ritratto di famiglia...

Quando sembrava che tutto fosse finito, qualcuno da lassù ha apprezzato la nostra tenacia ed ha voluto regalarci un supplemento del tutto inaspettato.
Ed ecco che allora sabato scorso ci siamo rincontrati a Prato Selva per dare sfogo a quei bollenti spiriti che la Francia non era riuscita a domare.
Un gruppo fantastico per un posto fantastico in una giornata fantastica.
E penso di aver detto tutto!


CiCCiof

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Ragazzi, dalla mia postazione privilegiata a Colli Aniene - Roma, posso dirvi che è sempre meglio 100 giornate di pioggia e fango a
Les Gettes che 1 qui!!!! E pure qui minaccia la pioggia...
Porca puttana che tristezza!

Comunque sono ancora sulle nuvole, estasiato dalla tre giorni che ho passato con voi.

Mi ritrovo continuamente a sognare ad occhi aperti la Grande Conche, la Morzine e
la Raclette (che è impegnativa come una pista!).

La prima cosa che mi viene in mente è
grazie a tutti,
grazie per le giornate superlative passate insieme.

Ma in particolare...

grazie a Muri che è riuscito a farmi cambiare le gomme e adesso mi sembra di filare su una rotaia per quanto tengono... e per avermi
guidato sulla pista di Morzine, a fine giornata, distrutti ma ancora avvelenati, dopo una giornata di VTT sempre devastante...

grazie a Gingillo che mi ha fatto capire un paio di cosette su come saltare (spetascio a parte) e penso che con 7- 8 anni di assiduo
allenamento anch'io potrò tentare di "chiudere un doppietto"...

Sassolini nelle scarpe?
Una caterva! (io cmq sto già lavorando per mettere da parte punti famiglia per Sestola...)


Grandiosi Cicci.

1 pression anche per me...

A presto.

Igor

 


GUARCINO-LOURDES-GUARCINO

Un'altra uscita come ieri e la prossima la facciamo direttamente a Lourdes!
La bella compagnia aveva organizzato la cosa a dovere assumendo i servizi del buon Marco di Guarcino e del papà (autista all'occorrenza) alla guida del cabinato 7 posti+cassone.
E per fortuna, perchè la corriera passava puntuale alle 8.45 ma (udite, udite) piena di goss-gaun e biga al seguito. Figuriamoci se dovevamo entrare anche noi (in soli 6) con i nostri cancelli che sferruzzavano tutte le belle cromature delle loro bighe da 12 kg!!!!!!! :-)))
In cima i preparativi e poi giù verso la gravità.
La prima sensazione (poi confessata da tutti) è stata di liquidità sull'anteriore... forse la ruggine?
Si abbassano le pressioni.
Il solo fatto psicologico che hai cambiato qualcosa, ti fa sembrare che vada meglio. Boh!!!!
Infatti all'imbocco della "tagliata" per il Gabriella, la prima vittima con l'anteriore a terra. Ciairo.
Smonta , rimonta e... ma la pompa?
Quel cazzone di Oil non ha portato la pompa? :-))))
In fondo era lui che doveva portare lo zainetto con pezzi di ricambio, 7 camere d'aria, beveraggi, kit pronto soccorso, cartina topografica e bussola. Gli altri (ovviamente)devono pensare alla guida e non possono appesantirsi con inutili(!!!) fardelli....;-))))
Si prosegue e si lascia il malcapitato in mezzo al bosco.
Session dei salti.
Muri buca.
Solita storia.....lo recupereremo alle campore più tardi con il furgone.
Session pinetina.
Cicciof buca.
Solita storia... mi recupereranno alla prossima salita.
Giungono in fondo senza forature solo Oil e Gingio. Marco di Guarcino bucherà anch'esso sull'asfalto....
Campo Catino. I recuperi sono stati fatti, si riparano le forature e si riparte.
Senso di liquidità, ma stavolta te ne freghi e lasci il butile gonfio a circa 6 atmosfere.
Serve a poco....
Muri rifora, io scateno con il cambio, Ciairo arriva con la leva del freno aperta come una cozza....
La terza?
Resta un miraggio e tutti quanti, moggi, moggi ci riconsoliamo
frettolosamente da Lauretta perchè Gingillo e Ciairo devono andare nei loro rispettivi aeroporti a contribuire affichè i bagagli dei vacanzieri giungano velocemente ai loro leggittimi proprietari oramai stanchi di ore e ore di duro volo (!!!!!!).

Più di così... la prossima a Lourdes?

CiCCiof

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Nonostante...

...le troppe forature (e le troppe poche camere d'aria)
... la sveglia devastante alle 6:45
...il cambio di cicciof strappato
...il chioppo che ho fatto alla terza discesa, rischiando di farmi male
...i 40 gradi in autosrada a ritorno

...devo dire che, solito inguaribile ottimista, sò contento della giornata di ieri.

Sarà che le mie forature si sono tramutate in maestosi riposini all'ombra di qualche albero (in attesa del furgone che risaliva).
Sarà che la mia terza discesa, essendo solo soletto, me la sò fatta "flow" come non mai (a parte la caduta, che non era flow manco per il
piffero)
Sarà il confort di disporre del furgone privato che ti aspetta (Marco for president)
Sarà il solito piacere di ritrovarsi a cazzeggiare nel bosco (prima) e da Lauretta poi...

Bella pure questa, certo che 'sto luglio è venuto fuori un po sfigatello...


Muri "ready 4 Sestola"

p.s.: please, riprendiamo la cara e vecchia abitudine del camelback
con 2 camere di scorta e pompa (funzionante).

 

************* GAGS *****

Confermo: Oil è proprio un cazzone... non aveva portato manco le birre
fresche da gustare durante le fasi di riparazione...Che cacchio ce lo portiamo a fare ??

Muri

Manica di piloti ma andate a f*** c**** portatevi gli atrezzi!!!!!

OiLoF

Ciccio,
tu che ce l'hai a portata, picchialo.
Sta alzando un pò troppo la cresta.

Muri.

E' l'unica volta che è arrivato primo...
Lasciamogli questa magra consolazione!!!!
Ormai lotta con la categoria over50
Al cancelletto si parla di prostata, pensione, cataratte e artrosi....
:-)))

CCF

 


SESTOLA 2007

Video : Scafa del Gatto ; Cervarola extreme eating ; Falco Rosso (Sestola)

PURA VIDA !

Con questa è andato, cancellato con una sgommata di quelle fatte bene, lo stramaledetto ricordo della pioggia che aveva interrotto a metà il sogno Francese.

E' bastata la consueta tigna, il solito sanissimo principio "ogni lasciata è persa", l'ennesima chattata con Marcaxo (anche lui in annata di fomento) e l'ennesimo "si" di quella santissima donna di mia moglie, per decidere che Sestola non è troppo lontana per cavarci un gustoso WE.
Concetto sacrosanto, forse mai come stavolta, che credo senza dubbio rimarrà per sempre nella top-five dei miei WE in biga.

Spero vivamente di riuscire a descrivere le sensazioni, che dopo un inizio sottotono (Sestola, dopo LesGets, va un tantino metabolizzata),
sono schizzate all'entusiasmo più totale.

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DUE UOMINI, UNA DONNA, UN CANE E UNA CIAVATTA

Partiamo dalla compagnia: un quartetto inedito e davvero ben assortito, trascinato dai due infoiati (Me & Marcazz), e impreziosito
dalla presenza delle immancabili Terry&Nebbia, e soprattutto di Bob "ciavatta" Lulli, l'unico biker che nel camelback si porta i sandali e
la maglia asciutta "così ne faccio due e poi me svacco".
Commenti irriferibili di Marcaxxo e si parte ....

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SATURDAY MORNING: NEW TRACKS IN THE APPENNINS

Il versante di Sestola vanta due nuovi freeride: uno, gustoso, sotto la seggiovia ed uno che passa molto largo, un po "easy" ma anch'esso
con le sue sezioni avvincenti.
Il primo, chiamato "falco rosso", è un tentativo di portare quaggiù in appennino un pò di Francia, un percorso lavorato a suon di bobcat che, però, raggiunge l'obiettivo solo in parte: alcune sezioni sono gustose, sponde ritmiche da fare a tutta, doppietti ben
raccordati...peccato per qualche macroscopico errore di tracciatura (pezzetti in salita, o rettilinei lunghissimi) che tolgono parecchio
ritmo.
La "soluzione" è presto individuata e consiste nel raccordare la parte alta del rosso, con la parte intermedia dell'"easy" per chiudere con
la parte finale della DH (che, per inciso, è strepitosa), una sequenzona sulla quale ho "chiuso" il WE con 5 ripetizioni in poco più
di un ora (il concetto di criceto), il cui film gira ancora adesso nella mia testolina... :-)

Spostandosi verso Passo Serre, la notizia "inquietante" è il divieto comparso sul leggendario sentiero 1, che è diventato "solo per
pedoni"... Si tratta in realtà di un divieto "all'italiana" per cui alla fine ci si va lo stesso, ma con qualche rischio di rimanere
inchiappettati dalla forestale...
Ma il sentiero 1 va fatto, anche a costo di giocarsi le chiappe, ed è qui che sabato mattina il sorriso si è spalancato definitivamente e
irreversibilmente: bellissimo, gustoso, vario, ... e non saprei quali altri aggettivi aggiungere per descrivere il piacere di ripercorrere
quello che per molti di noi è stato il "primo amore".

Seguendo un ovvio ordine numerico e di importanza ci siamo buttati su quello che una volta chiamavamo il "2", completamente rivisitato e
diventato ora "la scaffa del gatto": prendete il vecchio due, il vecchio uno, frullateli insieme arricchendoli di qualche altra
curvetta gustosa e il Gatto è servito...
8-)
Spe-ta-ke-le

SATURDAY AFTERNOON: EXTENDED PLAY

L'immancabile pausa pranzo da Pelloni ci cala defitivamente nell'atmosfera giusta: il sole splende e il pomeriggio sarà un
ulteriore crescendo: il ciavatta si prende le sue pause ma non molla, mentre i 2 infoiati ci danno sotto senza tregua e senza pietà: la
tigella lardo e grana si ripropone, ma una redbull e una DH rimettono tutto a posto...
Gli impianti dovrebbero chiudere alle 17:45 ma non per noi: c'è da andare a recuperare Terry che è salita a piedi fino al Lago della
Ninfa, guardacaso dove si imbocca il leggendario sentiero del Berceto, quell'interminabile sequenza di emozioni che ti porta a Fanano, 900mt. più in basso.
La luce del tramonto rende ancora più magica l'atmosfera. La luce è straordinaria e dà ancora più risalto al tono rosso pastello delle
guance del lulli, che esplodono fuori dal casco come due enormi palloni, squarciati da un sorriso a 100 denti.
Oramai "in temperatura", impostiamo la discesa in modalità "flow" arrivando a Fanano alle 20:00, dopo 11 (undici) ore di puro
freeriding...

Terry, che ci viene a recuperare con la Zafira, mi presenta un conto-punti abbastanza salato, ma tra pacche sulle spalle e commenti
entusiastici penso di non averli mai spesi così bene...

Chiudiamo la giornata con una cena al maneggio, tra cocenti delusioni (lascio a marcello la descrizione della sua bistecca), e qualche
piatto de paura (gnocco fritto con pollo alla cacciatora: 8 e mezzo).
In ogni caso mi sa che non ci rivedono più ... Serenella forever !!!

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SUNDAY: MONTE-CRETINI

La sensazione, domenica mattina, è fantastica: il Pino Solitario sembra il seguito del Berceto, come se avessi chiuso gli occhi per un
istante e, senza interruzioni, avessi continuato a girare in bicicletta...
Il Pino conferma il titolo del "più bello", per lunghezza, panorami e completezza... ma anche il RioCanalone, fatto a ruota, è una vera
libidine, soprattutto quella serie interminabile di curvette che caratterizza la parte alta...(domani metto il video su YouTube)
....ahoooooooooooo !!

Immancabile anche il pranzo al Cervarola, doppia porzione di tortelloni alla modenese (9 meno) e bottiglia di Beck's ... Pura
Vida.... mentre Lulli indossa la ciavatta e fuori si scatena un temporale pomeridiano, che dura giusto giusto quello che serve a
schiacciare un pisolo per poi ricominciare a girare su un fondo quasi perfetto, senza più polvere, e umidiccio quanto serve per far
aggrappare ancora di più il minion...
Il rientro da Serenella per la doccia finale è sugellato da un temporale micidiale che si abbatte su Sestola con tempismo perfetto,
piccole sofddisfazioni a chiusura di un WE praticamente perfetto.

Le 5 ore di viaggio sono davvero nulla, la Zafira vola leggera fino a casa mentre noi mettiamo anche questo WE nel cassetto dei bei
ricordi...

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CONCLUSIONI: LA SFIDA

Passare, nel giro di poche settimane, dalla Francia a Sestola rappresenta, oltre che una grande fortuna, lo spunto per un
inevitabile (e forse inutile?) confronto.

Vi anticipo il verdetto, forse sorprendente dopo tutto l'entusiasmo delle righe precedenti, che vede, comunque, la Francia ben salda sul
gradino più alto del podio...
Un comprensorio sterminato, aperto alle bici da più di 15 anni, che ha ospitato tappe di Coppa ed eventi freeride, che dispone di decine di impianti di risalita moderni e ben adeguati al trasporto bici, offre chiaramente un livello di servizio, una varietà di percorsi e
opportunità di divertimento ineguagliabili.

Ma và anche detto che Sestola, pur con le sue due seggiovie mal collegate (per spostarsi dall'una all'altra c'è da spingere un bel
pò... il logo cicciobros è nato proprio lì ...!!!), regge dignitosamente il confronto: la DH è davvero una pista di alto
livello, e i sentieri rappresentano la massima espressione del "freeride" inteso nel suo senso più puro, di godimento *a tutto tondo*
degli aspetti della montagna, su percorsi che se da un lato sono poco "wideopen" e un pochino old school, dall'altro sono molto sinceri e
istintivi e "naturali".

Senz'altro le tigelle di Pelloni battono la raclette
:-)

La ricetta Muri è 2gg a Sestola ogni 4 in Francia... condire con abbondante gas e conservare in luogo fresco e soprattutto asciutto :-)


Bella pè tutti...annatece !!!!

MURI

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Eccotelollllllà!!!...resoconto da brivido del MENTORE!...

...il bherlullo ormai da tempo un po fuori dal pianeta biga è stato risucchiato nel vortice nel migliore dei modi: telefonata (mentre ero in
dolomiti a mangiare polenta tra una ferrata e l'altra...e a decidere del mio futuro..) da parte del fratellone Marcazzo: "ao...stamo a
annà a sestola co Muri e Terry sto weekend?"...
..."minchia pise'...io rientro lunedì...una settimana de lavoro e riparto?....je la farò a disfà le valigie?"....

...ma l'ocasione è troppo ghiotta...io non ho il fomento racing di Muri e Marcazzo ma l'idea di uicchendino a cazzarare con gli amici ,
le colazioni da Serenella, il sole in ciavatte al farwest (o farWET...visto che diucccio a voluto comunque esprimere la sua)....il tutto
condito dalla biga....be allora si!!!

...un'ammazzata di...dieci ore di viaggio e un giorno e mezzo di bici fullimmersion...mi fanno male anche i peli del culo...ma che
spettacolo rega!!!...non sono ancora convinto della formula WEEKEND-secco e quindi per fare una confronto ravvicinato col
WEEKEND-lungo me tocca pe forza torna su il 23 ;)...

...CICCIOFANCHI sei sempre nei mie pensieri anche se non mi faccio vedere...ne con tanta ne con poca gente...era un anno secco
che non toccavo la bici...mortacci mia!....m'hanno detto che diventato una jena!....daje cosiiiiii!!!!!!!!

BELLAcicciiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!...venitece a trovà!!!!!!!

Berlulloredivivo...a sprazzi

P.S.:

UN MONUMENTO A TERRY E NEBBIA

BHerlulli!